A review by momotan
La meccanica del cuore by Mathias Malzieu

3.0

Come si suol dire in questi casi, "pensavo meglio, ma temevo peggio". Quindi alla fine le alte aspettative e gli altrettanto alti timori si sono quasi annullati a vicenda, lasciando una lettura veloce, carina anche, con belle scene e trovate interessanti, ma che alla lunga non mi ha colpito particolarmente.

Fin da subito si chiarisce che si tratta di una favola, con il protagonista che racconta quanto vede e prova fin dal momento della nascita e dei suoi primi giorni e mesi di vita.
E' un bambino nato con quella che pare una malformazione cardiaca, destinato a una rapida morte (e tanto sarebbe stato abbandonato dalla madre, plausibilmente una giovane prostituta) non fosse per la levatrice, una donna che vive isolata in cima a un colle vicino Edinburgo e che è vista da tutti come una strega.
Lei gli metterà un orologio a cucù nel petto, una sorta di pacemaker di fine '800, e il piccolo Jack crescerà così con lei e con una strana famiglia allargata Burtoniana (un ex poliziotto alcolizzato con una spina dorsale metallica che si arruginisce con la pioggia, e due prostitute aiutate dalla strega con altri trapianti creativi).

Ma a dieci anni il bambino decide di voler vedere il resto del mondo, e sceso in città con la "madre" fa l'incontro che gli cambierà la vita: una piccola ballerina mezza cieca, che gli ruba il cuore e l'anima (prima di inciampare rovinosamente a terra a causa della vista debole, e di venire quindi portata via dalla madre).

Da qui inizia il percorso di crescita di Jack, tra scuola e bulli, rivali in amore e lotte, una fuga precipitosa, nuovi incontri, vagabondaggi e infine il coronamento della sua storia d'amore, prima dell'inevitabile tragedia.


La favola è carina, un film di Burton sarebbe anche meglio.
Bene anche la parabola, e ottima la descrizione delle varie sfaccettature dell'amore.

Però tra l'uso eccessivo di immagini poetiche e auliche, un protagonista che a tratti pare troppo maturo e altre volte al contrario è ancora un bambino, e il senso di assurdo alla Burton che rende meglio su schermo, alla fine non mi ha preso più di tanto.